icon
icon
icon
icon

Kingdom of rust

Pubblicato in tutto il mondo da Massacre Records il 6 dicembre 2013

Kingdom of rust, copertina
Clicca qui per vedere la copertina nella sua dimensione originale
  1. Among the fields of rust, 07:12, musica: Andrea Rampa & Davide Ronfetto, testo: Andrea Rampa
  2. Waxhopes, 07:52, musica: Andrea Rampa & Davide Ronfetto, testo: Andrea Rampa
  3. Losing time, 03:40, musica e testo: Davide Ronfetto
  4. Love moan, 06:04, musica: Davide Ronfetto, testo: Andrea Rampa & Davide Ronfetto
  5. Burning the air, 04:03, musica e testo: Davide Ronfetto
  6. Sacrifice, 04:26, musica e testo: Davide Ronfetto
  7. Social contract, 04:47, musica e testo: Davide Ronfetto
  8. The secret garden, 04:54, musica e testo: Andrea Rampa
  9. Run with me, 03:56, musica: Davide Ronfetto, testo: Andrea Rampa
  10. Out of the blue, 09:07, musica: Andrea Rampa & Davide Ronfetto
  11. High waters, 11:11, musica: Andrea Rampa & Davide Ronfetto, testo: Andrea Rampa
Durata totale: 67:13 minuti

Prodotto da Andrea Rampa & Davide Ronfetto
Pubblicato da Massacre Records GmbH
Numero di catalogo MAS CD0843
Codice a barre 4028466108432
Musiche e testi editi da Sylvian Music
Registrato presso Mad Rain, Rock-Lab, The Basement, Planet of Freedom
Mixato da Andreas Polito presso Rock-Lab
Mastering di Mike Lind presso Masterplant
Artwork di Candace Hoeckley
Logo di Andrea Rampa

"Kingdom of rust" è il primo album in studio dei Rustfield ed è composto dal meglio che la band ha composto nel periodo che va dalla sua fondazione, nel 2007, fino all’inizio delle registrazioni, nel settembre del 2011. I Rustfield hanno fatto loro il concetto di "progressive rock/metal" componendo musica dalle più differenti sfaccettature ed atmosfere, all’interno di "Kingdom of rust" vi si possono trovare brani che mescolano l’heavy metal più classico con le atmosfere della musica psichedelica ed elettronica, brani acustici e melodici che si fondono con incastri ritmici tipici del progressive, il tutto per più di 60 minuti di musica. Inoltre, il disco di debutto vede la presenza di numerosi ospiti speciali quali: John Macaluso (Symphony X, ex Y. J. Malmsteen) alla batteria, Federica De Boni (White Skull) alla voce, Douglas R. Docker (Docker's Guild, ex Biloxi) alle tastiere.

 

Il brano di apertura, Among the fields of rust, è il manifesto dei Rustfield, fonde in sé una prima parte tipicamente heavy metal, guidata da un potente riff di chitarra elettrica, ed una seconda parte acustico-elettronica, dove un’evanescente melodia la fa da padrone. I testi riflettono appieno questa dualità affiancando due paesaggi completamente differenti l’uno dall’altro: il primo, una città soffocata dal cemento armato e dal metallo, il secondo, un immenso campo di grano accarezzato da una fresca brezza.

Sullo stile della precedente è Waxhopes dove, a rendere speciale la composizione, è la partecipazione di Federica De Boni che fa sfoggio della sua grinta vocale sul riff più serrato del brano. Il tema trattato è quello del mito greco di Icaro, dal punto vista del padre Dedalo, ormai vecchio e lontano dalla sua terra natale.

Segue Losing time dove i tempi dispari suonati dal batterista Max Gordiani, e l’uso massiccio di tastiere ne fanno un brano sia complesso e cervellotico che orecchiabile e cantabile. In chiave metaforica, il testo è un dialogo tra sé stessi ed il proprio migliore amico riguardo al tempo perso ad inseguirsi nel bosco della vita. Il ritornello, l’apice, enfatizza questo incontro ed il tempo che inesorabilmente scorre.

Love moan è un brano interamente acustico. La presenza di chitarra classica, pianoforte e contrabbasso, magistralmente suonati da Luca Spagnuolo, Douglas R. Docker ed Alessandro Spagnuolo, ne accrescono la carica emotiva in un’atmosfera a tratti cinematografica. Il testo tratta dell’amore traviato di una madre verso la propria figlia che, pur di proteggerla dai pericoli del mondo, si spinge oltre limiti invalicabili...

La "Trilogia del compromesso", si apre con Burning the air mescolando heavy metal e musica elettronica. Il testimone passa così a Sacrifice che mostra il lato più cantabile e melodico della trilogia. La conclusione è affidata a Social contract la cui complessa struttura ritmica sfocia in un potente e graffiante ritornello. Il primo brano della trilogia riguarda la guerra, il cui unico fine, non è la vittoria bensì il compromesso della propria umanità. Il testo del secondo brano riguarda il compromesso a cui ognuno deve scendere per riuscire ad arrancare in un mondo di ruggine, un vero e proprio sacrificio che lascia però spazio, nel ritornello, alla presa di coscienza di essere gli unici artefici del proprio destino. Il brano conclusivo della trilogia tratta del contratto sociale, il compromesso per eccellenza, le regole e le bugie inconsciamente accettate al fine di vivere nella società.

In The secret garden la voce è protagonista su di un tappeto di tastiere ed effetti sonori, raggiungendo l’apice in un’apertura melodica accompagnata da chitarra acustica e contrabbasso. Il testo narra, in chiave metaforica e simbolica, di una fortezza che si erge laddove deserto e cielo s’incontrano, e che nasconde al suo interno un giardino segreto colmo di rigogliose piante fiorite.

Run with me è un brano un brano d’impatto, energico e melodico, nato per impiantarsi nella testa dell’ascoltatore e dare una scossa alla folla in sede live. Alla fonte dell’energia della musica vi è un testo che affronta l’ancestrale inquietudine e paura che ognuno affronta quando è posto davanti al mistero della morte.

La strumentale Out of the blue associa elementi classici del progressive metal a sonorità più psichedeliche. Ogni strumento trova il suo giusto spazio e l’interpretazione di John Macaluso alla batteria è degna di nota. Le differenti dinamiche della musica e l’assenza di un testo incitano a chiudere gli occhi per dare libero sfogo all’immaginazione pił pura.

Il finale è affidato ad High waters, suite in tre movimenti che miscela atmosfere morbide e ariose a riff tipici dell’heavy metal veloce e melodico, riassumendo così tutti gli stili musicali intrapresi dai Rustfield in questo album di debutto. I tre movimenti della suite raccontano, in chiave metaforica, di come sia facile essere vittime di inevitabili tempeste che allontanano da rotte conosciute e sicure, portando verso acque alte e selvagge, dove il navigare assume tutto un altro significato.


  • Andrea Rampa: voce, tastiere e sintetizzatori.
  • Davide Ronfetto: chitarre, basso nelle tracce 3 e 8, voce, programmazioni.
  • Federica De Boni: voce nella traccia 2.
  • John Macaluso: batteria e percussioni nelle tracce 2, 4, 5, 6, 7, 10 e 11.
  • Douglas R. Docker: assolo di sintetizzatori nelle tracce 2 e 5, assolo di organo Hammond nella traccia 11, pianoforte nella traccia 4.
  • Alessandro Spagnuolo: basso, contrabbasso nelle tracce 4 e 9.
  • Luca Spagnuolo: assolo di chitarra nella traccia 2, chitarra lead nella traccia 8, chitarra clean nelle tracce 1 e 6, chitarra classica nella traccia 4.
  • Max Gordiani: batteria e percussioni nelle tracce 1, 3, 8, e 9.

Among the fields of rust (Demo 2011)

Autoproduzione, luglio 2011

Among the fields of rust (Demo 2011), copertina
Clicca qui per vedere la copertina nella sua dimensione originale
  1. Run with me, 03:54, Musica: Davide Ronfetto - Testo: Andrea Rampa
  2. Losing time, 03:36, Musica & testo: Davide Ronfetto
  3. Among the fields of rust, 08:30, Musica: Andrea Rampa, Davide Ronfetto - Testo: Andrea Rampa
 

"Among the fields of rust" è un assaggio di ciò che i Rustflied hanno composto nell’arco del 2010. Il CD contiene tre brani dalle atmosfere molto differenti tra loro e rappresenta il progresso di ciò che era stato prodotto nel "Demo 2009".

Run with me è il brano che apre le danze ed è destinato a diventare un cavallo di battaglia dei Rustfield. Caratterizzato da orecchiabilità ed energia, è una canzone più breve del solito e perfetta per essere rappresentata dal vivo coinvolgendo il pubblico appieno.

In seconda posizione, Losing time, è un brano dall’atmosfera più progressive. I tempi dispari e l’uso massiccio di tastiere e sintetizzatori ne fanno un brano complesso e cervellotico ma, allo stesso tempo orecchiabile e cantabile.

In conclusione vi è Among the fields of rust, brano che da il titolo a questa seconda raccolta di demo dei Rustfield. È una canzone più lunga delle due precedenti e mischia le atmosfere energiche e graffianti dell’heavy metal a suoni e melodie eteree proprie della musica psichedelica. Chitarre virtuose, controcanti growl ed effetti sonori metallici ne fanno un brano sia classico che sperimentale.


  • Andrea Rampa: voce e seconde voci, tastiere e sintetizzatori;
  • Davide Ronfetto: chitarre, basso elettrico, tastiere, programmazioni, seconde voci;
  • Max Gordiani: batteria e percussioni.

Demo 2009

Autoproduzione, ottobre 2009

Demo 2009, copertina
Clicca qui per vedere la copertina nella sua dimensione originale
  1. Compromising, 4:20, Musica & testo: Davide Ronfetto
  2. Waxhopes, 7:44, Musica: Andrea Rampa, Davide Ronfetto - Testo: Andrea Rampa
  3. Love moan, 5:08, Musica: Davide Ronfetto - Testo: Andrea Rampa, Davide Ronfetto
  4. Compromised, 4:46, Musica & testo: Davide Ronfetto
  5. Out of the blue, 8:42, Musica: Andrea Rampa, Davide Ronfetto
  6. High waters, 10:14, Musica: Andrea Rampa, Davide Ronfetto - Testo: Andrea Rampa
 

"Demo 2009" è il primo lavoro dei Rustfied ed anticipa già il sound e la creatività della band. Il disco contiene 6 tracce composte in vari periodi, dal dicembre 2007 al maggio del 2009, e dalle ispirazioni musicali più diverse.

In apertura, Compromising, un brano dalla forte vena elettronica, concepito come prima parte di un mini concept con Compromised, anch’esso ispirato molto dall’uso dei sintetizzatori e dei campionamenti digitali, caratterizzato però da un forte accento progressive rispetto alla sua prima parte.

In seconda posizione, Waxhopes, un brano fortemente melodico che si rifà al metal più classico, sempre però conservando un amore per l’elttronica e i tempi dispari.

Love moan, in terza posizione, rappresenta un intermezzo acustico che mostra il lato più soft della band. Anche se fraintendibile in una canzone d’amore, è un brano molto legato alla drammaticità della realtà.

La strumentale Out of the blue, è un mix di diverse influenze, dal progressive rock, alla musica psichedelica fino al metal moderno.

Ultima ma non ultima, la suite High waters, lega suoni più morbidi e ariosi, di ispirazione vicina agli anni ’70, all’heavy metal melodico ed energico tramite l’amore per i tempi tagliati.


  • Andrea Rampa: voce e seconde voci, sintetizzatori, pianoforte;
  • Davide Ronfetto: chitarre, basso elettrico, seconde voci e voce, programmazioni;
  • Douglas R. Docker: assoli di tastiera nelle tracce 1 e 6, secondo assolo di tastiera nella traccia 6
  • Rocco Teora: batteria e percussioni.